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Listino prezzi parrucchiere: come farlo chiaro e da appendere

· 5 minuti di lettura

Un listino prezzi da parrucchiere fatto bene si legge in pochi secondi: il cliente trova il servizio, vede la cifra e non deve chiedere. Se invece è un foglio stampato in casa, con i prezzi corretti a penna e lo scotch agli angoli, dice il contrario di quello che fai sulla poltrona.

Il listino prezzi del parrucchiere da appendere non deve essere elegante a tutti i costi. Deve essere chiaro, ordinato e con la stessa faccia del salone: stesso logo, stessi colori, stessi caratteri dell'insegna e dei biglietti. Vediamo cosa scriverci, come ordinarlo e dove metterlo.

Cosa scrivere nel listino prezzi del parrucchiere

La regola è semplice: scrivi i servizi con le parole che usa il cliente, non quelle che usi tu in laboratorio.

  • Il nome del servizio, corto: «Taglio donna», «Piega», «Colore», «Meches», «Taglio uomo», «Barba».
  • Una riga di spiegazione solo dove serve. «Meches» per qualcuno è chiaro, per altri no: «schiariture a ciocche» aiuta.
  • Il prezzo, sempre nello stesso punto della riga, allineato a destra, così l'occhio scende in colonna.
  • Cosa comprende, se cambia il prezzo: «taglio con shampoo e piega», «colore escluso piega».

Se un prezzo dipende dalla lunghezza dei capelli, dillo nel listino invece di lasciarlo alla discussione in cassa. Puoi scrivere «capelli corti» e «capelli lunghi» su due righe, oppure «a partire da» con una nota in fondo: «il prezzo finale dipende da lunghezza e quantità di prodotto, chiedi pure prima di cominciare».

Due cose che conviene lasciare fuori: le offerte che cambiano ogni mese, che invecchiano il listino in fretta, e le frasi lunghe. Se hai una promozione, mettila su un cartoncino a parte, con lo stesso stile.

Come ordinare le voci

Un listino lungo si legge bene se è diviso in gruppi. Per un salone misto, per esempio:

  1. Donna: shampoo e piega, taglio, acconciature.
  2. Colore: tinta, meches, schiariture, tonalizzante.
  3. Trattamenti: ristrutturanti, maschere, cura del cuoio capelluto.
  4. Uomo e barba: taglio, sfumature, rifinitura barba, rasatura.

In un barber shop i gruppi cambiano: taglio, barba, taglio più barba, servizi per i ragazzi. L'importante è che il titolo di ogni gruppo si veda subito, magari nel colore del marchio, e che le voci sotto siano tutte uguali.

Un esempio: un salone che si chiama «Andrea Hair», nome inventato, con logo blu notte e rosso, può usare il blu per il testo, il rosso solo per i titoli dei gruppi e una riga sottile tra un gruppo e l'altro. Nient'altro. Il listino sembra parte del salone, non un foglio aggiunto dopo.

Caratteri, colori e misure

Il listino si legge in piedi, a un paio di metri, oppure da seduti con il telefono in mano mentre aspetti. Per questo:

  • Usa i due caratteri del marchio, uno per i titoli e uno per il testo. Niente scritte decorative per i prezzi: i numeri devono essere chiari.
  • Contrasto forte: testo scuro su fondo chiaro, oppure il contrario. Un grigio chiaro su bianco si perde con la luce del salone.
  • Spazio tra le righe: meglio un listino un po' più grande che righe attaccate.
  • Il logo in alto, non troppo grande: il protagonista qui sono i servizi.

Prepara anche una versione verticale per il telefono, con le stesse voci, da mandare a chi chiede i prezzi in chat o da mettere tra le storie in evidenza. Stessa grafica, formato diverso.

Dove metterlo e come tenerlo aggiornato

Il posto giusto è dove il cliente aspetta o paga: vicino alla cassa, nella zona d'attesa, a volte una copia piccola alla postazione. In vetrina va solo se è leggibile da fuori, altrimenti basta il nome dei servizi principali sulla vetrofania.

Per il materiale, una stampa su cartoncino rigido dentro una cornice semplice dura a lungo e si cambia facilmente. Una targa fissa è bella, ma ogni volta che cambi un prezzo va rifatta.

Il trucco per non tornare al foglio corretto a penna è avere il file del listino modificabile, nei caratteri e colori giusti. Cambi la cifra, ristampi, sostituisci. E il listino resta uguale a sé stesso anche dopo due anni.

Domande frequenti

Devo per forza esporre i prezzi in salone?

Mostrare i prezzi in modo chiaro è sempre una buona idea, e in molti casi è anche un obbligo. Le regole possono cambiare da comune a comune: chiedi al tuo commercialista o alla tua associazione di categoria cosa vale per te.

Quanto costa far preparare la grafica del listino?

Le grafiche da stampare partono da 59 € indicativi, la stampa è a parte. Se ti serve anche il logo, il pacchetto Logo va da 290 a 390 € indicativi; con l'Immagine completa, da 690 a 890 € indicativi, hai anche i modelli e le regole d'uso del marchio. La cifra esatta arriva nel preventivo.

Meglio un listino di carta o uno schermo in salone?

Dipende dal locale. La carta costa poco, non si spegne e si cambia in fretta. Uno schermo ha senso se lo usi anche per altro. In tutti e due i casi la grafica deve essere la stessa del resto del salone.

Un listino che somiglia al salone

Il listino è un pezzo dell'immagine del salone, come l'insegna e i biglietti. Se il marchio c'è già, si parte da lì e si impagina in poco tempo. Se manca o va sistemato, qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa per partire.

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